L'AUSER in Abruzzo

 

CULTURA

AUSER TERAMO E IL PATRIMONIO ARTISTICO DELLA CITTA’

IN VISITA AL PALAZZO DEI SIGNORI DI MELATINO

 

Il 24 marzo scorso, in gruppo di venti persone, abbiamo partecipato ad una visita guidata al Palazzo dei Signori di Melatino (monumento appena restaurato dalla Fondazione Tercas che ne è la proprietaria) organizzata dall’Auser. L’associazione ha così inaugurato una serie di visite ai principali luoghi d’arte e di cultura della città per valorizzare la storia e le bellezze artistiche presenti sul territorio di cui spesso si perde la memoria. Il gruppo è stato accompagnato dal dott. Valerio Negro che ha fornito dei cenni storici sull’edificio plurisecolare, sulla domus romana rinvenuta sotto le sue fondamenta e ha illustrato le collezioni di antiche maioliche di Castelli e di porcellane di Meissen in esposizione all’interno dell’edificio.

 

Di probabile origine longobarda, la famiglia dei Signori di Melatino era insediata nei territori circostanti la nostra città già nell’VIII secolo dopo Cristo. La costruzione del loro palazzo cittadino si fa risalire al 1232, come testimoniato da un rogito notarile firmato da Matteo I di Melatino e dal Vescovo Silvestro. Nei secoli successivi il palazzo subì incendi, ricostruzioni e numerosi interventi architettonici che, in gran parte, hanno cambiato l’aspetto originale della costruzione. Anche gli stemmi gentilizi della famiglia, raffiguranti un albero di mele, non sono giunti indenni fino ai nostri giorni, scalpellati intenzionalmente all’epoca delle lotte tra frazioni cittadine (i Melatino capeggiavano la fazione detta degli “Spennati”) o all’epoca del furore antinobiliare, suscitato dall’invasione francese del dicembre 1798 e dai giacobini teramani. Un’antica capriata in legno mostra ancora i segni di uno dei tanti incendi che il palazzo subì nel corso dei secoli. Interessante la probabile funzione di un’apertura sulla parete esterna oggi murata. Secondo la nostra guida, il dott. Negro, si tratterebbe di una porta usata per i funerali. Infatti c’era la credenza che i morti dovessero uscire dalla casa da una porta diversa da quella che usavano quando erano in vita. Infine, nella parte posteriore dell’edificio, oggi c’è un giardinetto pensile al livello del secondo piano. E’ evidente che quella parte della dimora ci è giunta mutilata. Sia l’indagine archeologica, sia il lavoro di restauro sono stati condotti con estrema perizia. Purtroppo con gli accomodi tanto accurati, il fascino un po’ sinistro della casa medievale, teatro di alcuni tra i più sanguinosi episodi della storia cittadina, non esiste più.

                                                                                                    I volontari dell’Auser di Teramo