Cattivi padroni e cani aggressivi: comportamenti da correggere

GALATEO CANINO

L'educatrice cinofila teramana Marina Grossi svela qualche trucchetto e utili regole per migliorare il rapporto uomo-cane.

 

di Barbara Liguori

 

Un vecchio adagio recita che il cane è il miglior amico dell’uomo, ma è davvero così? Stando ai fatti di cronaca i dubbi ci assalgono. Infatti, si fa un gran parlare di cattivi padroni che abbandonano i cuccioli nei cassonetti, lasciano morir di fame i cani in autostrada, o se ne sbarazzano avvelenandoli con micidiali bocconi. Perché tanta crudeltà gratuita verso chi ci tributa solo affetto?  Si fa un gran parlare anche di cani aggressivi, che ringhiano in continuazione ai passanti, che assalgono padroni e bimbi inermi o che si avventano, in uno scontro all’ultimo sangue, su qualsiasi forma vivente capiti loro a tiro. Altro caso in cui chiedersi il perché di tanta aggressività. Ebbene la risposta sicuramente non è univoca, ma spesso la soluzione è riconducibile proprio alla mancanza di un’etichetta canina. Una serie di regole precise che il buon padrone deve tener a mente e saper impartire al proprio cane. Un vademecum indispensabile per educare il proprietario ad avere piena consapevolezza delle esigenze dell’animale nel rispetto della società in cui vive. Per chiunque volesse avere qualche dritta su come diventare un padrone responsabile, abbiamo rivolto alcune domande alla consulente canina dell’A.P.N.E.C.(Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili) Marina Grossi.

Cani e padroni teramani sono educati?

Ad essere sinceri, non molto. Secondo me il problema è riconducibile a cattiva gestione, superficialità, inesperienza perché ognuno crede che il suo cane sia speciale, critica i cani degli altri e non bada ai propri comportamenti errati.

Passeggiando per la città, quali sono i comportamenti sbagliati che ti saltano agli occhi?

La cosa più lampante, che fa odiare cani e padroni teramani, è la pessima abitudine di non raccogliere i bisogni: munitevi di paletta e guanti, dimostrate di voler rispettare la vostra città e i vostri concittadini oltre che il vostro amico a quattro zampe. Inoltre, mi pare che ci sia un’usanza sbagliata nel voler snaturare il rapporto col proprio cane: molti tendono a riversare tutto il loro affetto sull’animale perdendo di vista il fatto che si tratta pur sempre di un cane, non di un figlio. Questo è un comportamento errato da correggere.

Ma che differenza c’è tra educare e addestrare?

L’educazione è la vita di tutti i giorni, vuol dire serenità tra padrone e cane, l’addestramento è una disciplina finalizzata a un lavoro o a uno sport divertente come l’agility dog, con i cani che compiono un percorso tra birilli e ostacoli gareggiando tra di loro. L’educazione vuol dire uscire col proprio cane e non farsi tirare al guinzaglio, non permettere al cane di fare bisogni in casa o di abbaiare in continuazione quando un estraneo ci passa davanti. Tutti quei piccoli accorgimenti  che rendono la nostra convivenza, col cane e con chi ci sta vicino, più serena. L’educazione si basa proprio sul legame affettivo tra il padrone/educatore e l’animale, senza l’aggiunta di una figura esterna come può essere quella dell’addestratore. L’educatore cinofilo è colui che insegna al padrone come educare il proprio amico a quattro zampe, analizzando tutti i possibili problemi legati alla convivenza.

Spesso i bimbi sono vittime dei cani, che consigli puoi dare per scongiurare le aggressioni?

I bambini non sanno leggere i segnali che il cane comunica con certi atteggiamenti. I piccoli sono intraprendenti, non si moderano nei gesti e, credendo di giocare, possono suscitare delle reazioni di dolore nell’animale (che reagisce con morsi o ringhiate). Non c’è una razza da consigliare a chi abbia dei pargoli, il genitore ha una precisa responsabilità deve insegnare al bimbo che l’animale non è un peluche e che lo può avvicinare solo in una certa maniera: mai frontalmente, sempre facendosi odorare prima, moderando i gesti, non prendendolo in braccio, non strapazzandolo. Il rapporto cane/ bimbo deve, per forza di cose, essere mediato dal genitore.

Cosa fare se il cane ringhia continuamente ai passanti?

Se vogliamo che il cane sia tranquillo durante una passeggiata, dobbiamo vietare il comportamento scorretto con un NO secco e poi tirare il cane verso di noi. Quando poi l’animale ci guarderà con sguardo interrogativo, dovremo premiarlo con un bocconcino o con una lode così da fargli capire che è gradito l’atteggiamento pacato. La leadership del padrone deve essere incontrastata e, con una semplice gratificazione, il cane capisce cosa è giusto fare.

E se  il cane rifiuta il guinzaglio che si fa?

Per abituare il cane al guinzaglio bisogna armarsi di tanta pazienza, dobbiamo abituarlo pian piano. Si procede in questa maniera: mettergli il guinzaglio e farlo uscire dalla porta, lui si divincolerà come un pazzo, quindi rientrare e uscire di nuovo poi fare il primo gradino, tornare indietro e così via. Mantenete sempre la calma, siate decisi nel fargli capire che avete in mano la situazione, senza forzarlo troppo, evitando di scatenare reazioni eccessive.

Spesso comportamenti sbagliati da parte del cane dipendono da un padrone che tende a viziarlo. Come ci regoliamo per le coccole?

Secondo la severa scuola inglese deve essere sempre il padrone a prendere l’iniziativa per fare le coccole, noi italiani siamo diversi e non ci regoleremo mai così. Quindi consiglio di  attenersi alla regola anglosassone solo quando il cane è indisciplinato e si  prende troppe libertà. Diamo tutte le coccole che vogliamo ma non facciamogli vincere ogni capriccio, perché ben presto il cane se ne approfitterà divenendo indisciplinato e difficile da gestire.

Che cani consigli di adottare se si vive in appartamento?

Il classico Maltese va benissimo, ci sono anche i Terrier e gli Yorkshire che hanno un carattere peperino  e vivono bene in appartamento. Personalmente darei la precedenza a cani di indole dolce come un Maltese o il Carlino, assolutamente divertente…  Tutto dipende dal proprietario, se è una persona dinamica e attiva, gli consiglio un cane tosto come i primi che ho citato.

E per chi ha un giardino o molto spazio?

Ho una passione per i cani da caccia, affettuosi e abituati a convivere con i propri simili, per questo segnalo i Golden retriver e i Labrador retriver, però sono animali che hanno bisogno di persone che li facciano sentire utili, che li facciano vivere con la famiglia e poi vogliono fare molto movimento e giocare il più possibile. In alternativa c’è il Pastore Tedesco, mentre il Pastore Abruzzese non è per tutti. Infatti, è un cane di cui bisogna rispettare l’indipendenza. Si tratta di un animale selezionato per vivere in montagna con le greggi, quindi non avremo mai un perfetto cane ubbidiente che torna al richiamo, bensì  un cane molto intelligente che affronta le situazioni come meglio crede.  Per tenerlo al meglio bisogna vivere in campagna perché ha bisogno dei suoi spazi e in città diventa proibitivo gestirlo.

Se invece si vuol prendere un cane del canile come si procede per la scelta?

Avendo lavorato in un canile sono molto vicina al problema. Credo che i cani del canile abbiano davvero tanto da dare. Secondo me bisogna meditare questa scelta pensando al tempo e allo spazio da dedicare a questo tipo di animale, spesso problematico. Cercate di affidarvi ai consigli di chi lavora nel canile: si tratta di persone competenti che vi sapranno guidare nella scelta, conoscendo bene vizi e virtù di ogni loro ospite. Non fossilizzatevi nel pretendere cuccioli,  spezzo una lancia a favore dei cani adulti che si affezionano tantissimo e vi saranno riconoscenti a vita per averli adottati.

Quanto è importante l’educazione del cane e del padrone per evitare la piaga degli abbandoni?

E’ un aspetto fondamentale. Il 90% dei cani che ho incontrato in canile sono lì per una mancata educazione e gestione, non si devono adottare cani con leggerezza perché, quando diventano adulti, ci rendiamo conto che i vizi glieli abbiamo trasmessi noi, poi non sappiamo come tornare indietro e scegliamo l’abbandono come strada più semplice da percorrere. Non si deve aver vergogna di chiedere aiuto e di assumersi la responsabilità di aver sbagliato. Questi difetti sono facilmente tamponabili anche in età adulta, basta sapere come intervenire.

Se qualche lettore avesse bisogno del tuo aiuto per gestire al meglio il proprio cane, cosa gli potresti consigliare?

 Al momento mi sto muovendo su un doppio binario: posso intervenire con consulenze casalinghe e quindi, a seconda della situazione, elaboro un programma specifico di recupero comportamentale. Altrimenti per persone che vogliono saperne di più o vogliono ottimizzare un rapporto già esistente o superare la paura del cane, sto organizzando un ciclo di lezioni laboratorio dal titolo“Io e il mio cane” in collaborazione con l’associazione Auser di Teramo,  per informazioni contattare il numero 0861-244971. Questi incontri vogliono essere un modo interessante  per far percepire come affrontare i problemi connessi all’universo canino, suggerendo dei rimedi semplici che hanno una fondatezza scientifica per far sì che il binomio cane/padrone funzioni alla grande grazie a regole, che possiamo definire, di galateo canino.