VITA DA IMMIGRATI A TERAMO

TATIANA E LE ALTRE

di Barbara Liguori

La massiccia presenza di chi viene a cercare fortuna nel nostro Paese e, di riflesso, nella nostra provincia è oramai un fatto innegabile.

Secondo il Report a cura dell’Osservatorio Immigrazione di Teramo, il nostro territorio attraversa una fase di crescita sostenuta della popolazione straniera. In particolare si nota un’espansione della comunità cinese, una stabilizzazione dei marocchini mentre, albanesi e cittadini provenienti dai balcani, rappresentano il grosso della popolazione immigrata.

Se da una parte la presenza di stranieri può favorire la multiculturalità e l’integrazione fra popoli con tradizioni diverse, il rovescio della medaglia ci offre uno spaccato drammatico, antidiluviano, fatto di xenofobia, razzismo, vessazioni burocratiche, insomma un mix che poco ha a che vedere col rispetto della diversità e col garantire “l’uguaglianza sostanziale dei diritti” per tutti i cittadini.

Scambiando quattro chiacchiere con i migranti, residenti nella nostra città, ci troviamo il più delle volte di fronte a persone che hanno storie difficili alle loro spalle e, una volta arrivati nel nostro paese, hanno dovuto faticare parecchio per conquistarsi una sorta di tranquillità. Ti raccontano di quanto sia stato duro, ma necessario, lasciare il proprio luogo natale, abbandonare affetti e non poterli rivedere per molto tempo, ti parlano del viaggio pericoloso che hanno affrontato e poi giunti a destinazione, è comune il senso di solitudine e di abbandono, la paura di non riuscire a cavarsela, il timore che lunghe beghe burocratiche possano mandare a monte tanta fatica e poi c’è la nostalgia di casa che non ti abbandona mai. Infine l’accento si sposta sugli sforzi titanici per cercare di ottenere un lavoro precario e mal retribuito, altrettanto complicato appare procurarsi un alloggio: gli affitti sono alti e i proprietari poco propensi ad avere inquilini che “danno poche garanzie”.

Il susseguirsi di fatti di cronaca riguardanti sbarchi di clandestini o episodi malavitosi in genere, rafforzano quel sentimento di agorafobia che impedisce ai concittadini di aprirsi serenamente a realtà esterne che possono rappresentare una nuova risorsa per portare un cambiamento positivo alla nostra società ormai stagnante e in crisi. Purtroppo i luoghi comuni hanno la meglio sulla razionalità e, invece di guardare con favore ai lavoratori stranieri, impegnati in mansioni umili che senza il loro apporto resterebbero disattese, li bolliamo come responsabili del traffico di droga e del dilagare della prostituzione. Purtroppo queste convinzioni forniscono un quadro distorto  e parziale del rapporto immigrazione-criminalità, che tuttavia influenza l’opinione pubblica, solita attribuire in maniera meccanica la responsabilità di atti criminosi di autori ignoti agli stranieri.

Il fenomeno migranti che si sta presentando in modo così cospicuo non si delinea come transitorio ma è un fatto connaturato alla nostra epoca, destinato ad aumentare negli anni a venire.

Numerose ricerche evidenziano il cambiamento radicale delle esigenze del migrante: mentre una volta l’immigrato tradizionale ricercava un posto di lavoro per un tempo limitato, con la speranza di poter tornare prima possibile nel luogo d’origine, oggi l’immigrazione è votata a un insediamento stabile e alla piena integrazione nel paese ospitante, senza perdere di vista la propria identità culturale.

IL MIO ESILIO POLITICO

Tatiana è una giovane signora russa che ha una gran voglia di descrivere la sua esperienza. Una storia iniziata qualche tempo fa, ma con un ricordo ancora vivido.

Quando è iniziata la sua avventura in Italia?

Sono venuta nel vostro Paese nel 1997. Ho dovuto lasciare la Bielorussia per motivi politici. Siccome lavoravo come interprete per una ditta americana, con l’avvento della dittatura, sono diventata una nemica del governo e sono stata costretta ad espatriare.

Chi l’ha aiutata a venire in Italia e come è stato il primo impatto in un paese straniero?

Tramite degli amici sono riuscita ad entrare in Italia, non conoscevo la lingua, però con la buona volontà ho imparato da sola aiutandomi con l’inglese e guardando i talk show di Maurizio Costanzo. All’inizio non avevo fiducia negli italiani, avevo grande timore che mi trattassero male perché sono straniera. Una cosa fondamentale ho capito da questa esperienza: non bisogna chiudersi nel proprio guscio e isolarsi con le proprie paure, questo non ti aiuta e ti peggiora il disagio. Bisogna cercare appoggio negli italiani perché molti hanno voglia di darci una mano. Quando mi sono trasferita in Abruzzo ho incontrato degli italiani che hanno preso a cuore il mio caso, soprattutto gli operatori del Centro per l’impiego che hanno saputo indirizzarmi e, visto che sono laureata in lingue straniere, valorizzare le mie conoscenze. Quindi ho frequentato un corso per mediatore culturale e anche per operatore di computer.

Che lavoro ha svolto all’inizio?

I primi anni sono stati molto duri, lavoravo come domestica, ventiquattro ore su ventiquattro, per una famiglia delle Marche che aveva quattro studi dentistici. Oltre alla casa dovevo tenere in ordine anche gli ambulatori. Il mio stipendio era di 350 mila lire mensili. Dopo due anni ho cambiato lavoro, accompagnavo i turisti russi nelle fabbriche per comprare capi d’abbigliamento e di pelletteria, ma questo lavoro, molto divertente e remunerativo, purtroppo è durato poco. In seguito ho lavorato come cameriera ai piani, in un albergo sulla costa adriatica e anche lì le mansioni più pesanti toccavano a noi immigrati ed eravamo oggetto di pregiudizi.

Adesso la sua vita è cambiata, quali sono i suoi progetti?

Ora sono veramente serena, mi sono stabilita a Giulianova, sono felicemente  sposata con un vostro connazionale. Per quanto riguarda il lavoro, sto collaborando con l’associazione Auser di Teramo dove terrò un corso di lingua russa e sto progettando la creazione di uno sportello informativo per gli immigrati per mettere a loro disposizione tutta la mia esperienza.

Per concludere, un consiglio che sente di dare agli immigrati.

Non abbiate paura di sentirvi stranieri, non siamo una società a parte, siamo parte integrante della società italiana e abbiamo gli stessi diritti e doveri del cittadino italiano. Viviamo la nostra situazione con dignità e coraggio, senza farci abbattere dalle esperienze più difficili e soprattutto cerchiamo il più possibile punti di contatto e di collaborazione con gli italiani.

La parola ai teramani

TROPPI IMMIGRATI, MA…

Lina, 53 anni: “Ci sono troppi immigrati, la situazione non è sostenibile. Ci tolgono il lavoro e portano delinquenza nelle nostre città. Sono poco tollerante su questi punti e chiedo misure più severe che blocchino l’entrata di queste gente nel nostro Paese”

Ombretta, 48 anni: “Secondo me non si può generalizzare: immigrati tutti malviventi e italiani tutti onesti. C’è del buono e del marcio ovunque. Trovo che quando gli stranieri si integrano nella nostra società  rispettando le nostre leggi e usanze, non ci sono problemi e non ci sono differenze tra noi e loro”

Patrizio, 36 anni: “A Teramo ci sono molti immigrati, ma non avverto problemi di convivenza. La situazione mi sembra tranquilla. Mi pare che ognuno si faccia i fatti propri e forse mancano la volontà e le occasioni per socializzare”

Damiano, 63 anni: “Controlli accurati servono, ma non è giusto negare agli stranieri accoglienza e opportunità. Dobbiamo ricordare che non molto tempo fa i nostri connazionali emigrarono nelle americhe e vissero le stesse situazioni difficili che oggi toccano a chi cerca fortuna in Italia”

Giulio, 27 anni: “Gli immigrati sono grandi lavoratori e svolgono lavori umili, pesanti e faticosi che noi non vogliamo più fare. Credo sia un bene anche la concorrenza commerciale con i paesi stranieri perché porta un vento di cambiamento auspicabile nella nostra economia. Rispetto e tolleranza reciproci sono alla base di questa  nuova società multietnica”

COMUNI

POPOLAZIONE RESIDENTE

EXTRACOMUNITARI

PERCENTUALE

Alba Adriatica

10.754

647

6,02%

Atri

11.325

160

1,41%

Campli

7.256

317

4,37%

Civitella T.

5.470

265

4,84%

Colonnella

3.375

206

6,10%

Corropoli

3.955

171

4,32%

Giulianova

22.326

590

2,64%

Martinsicuro

15.162

1566

10,33%

Roseto

23.409

552

2,36%

Sant’Omero

5.532

204

3,69%

Teramo

52.696

1044

1,98%

Tortoreto

8.663

469

5,41%

Fonte: Osservatorio Provinciale Immigrazione

 

 

(tratto da Piazza Grande – Novembre 2005, Anno VI - Speciale delitto Masi)